DUEA FILM

IERI

Da A.M.A. a DUEA

Duea, due Avati. L’inconfondibile marchio di fabbrica, la società di produzione  unico esempio italiano di factory. Un viaggio attraverso il periodo bolognese e quello americano.

Duea: la factory Avati

Dopo gli esordi quasi sperimentali del periodo bolognese con i due primi film Balsamus, l’uomo di Satana (1968) e Thomas…gli indemoniati (1969) – realizzati quasi in totale autonomia al di fuori dell’establishment cinematografico romano – Pupi Avati riesce a realizzare il suo primo lungometraggio all’interno del sistema cinematografico professionistico solo nel 1974, grazie ad una combinazione di fattori che ha quasi del miracoloso, per i quali la star di quel periodo Ugo Tognazzi si rende disponibile ad interpretare La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone.

Coadiuvato – come dai primissimi film – dal fratello Antonio, che fino a questo film ha svolto il ruolo di co-autore e di aiuto regista, Avati riscuote finalmente quel successo commerciale che gli consente di proseguire nella sua attività di autore e regista realizzando Bordella (1975), parodia dalla comicità surreale e anticipatoria del cinema demenziale a venire che purtroppo incappa nelle maglie della censura e finisce per essere sequestrato per oscenità. Da questo impasse nasce la collaborazione a livello produttivo con il producer napoletano Gianni Minervini, che con i due fratelli Avati fonda la A.M.A. Film (Avati – Minervini – Avati), società “a capitale zero” che però serve ai tre soci per risollevarsi dal disastro dello sfortunato film appena realizzato. 

E il film della ripartenza sarà un thriller a bassissimo costo, ideato anni prima, che verrà realizzato con una troupe di poco più di una dozzina di persone in pochissimi giorni di lavorazione, destinato a divenire un cult del cinema di genere a livello internazionale: La casa dalle finestre che ridono (1976). Da questo momento e fino al 1983, la A.M.A. Film produce tutti i film per il cinema diretti da Avati – il parodistico Tutti defunti… tranne i morti (1977), il suggestivo e purtroppo incompreso Le strelle nel fosso (1978) e il terrificante horror Zeder (1983) – oltre a realizzare anche pellicole di altri autori del calibro di Giuseppe Bertolucci, Florestano Vancini, Lamberto Bava e Nanni Loy. Pupi e Antonio Avati durante questo periodo alternano l’attività cinematografica a quella televisiva, grazie ad una fortunata partnership con la Rai – Radiotelevisione Italiana destinata a durare sino ai giorni nostri: Jazz Band (1977), Cinema!!! (1978), Aiutami a sognare (1981) e Dancing Paradise (1982) sono i titoli dei quattro sceneggiati – quelli che ai giorni nostri definiremo fiction – che riscuotono un grandissimo successo di audience presso il pubblico dei telespettatori tra la fine degli anni Settanta e l’inizio del nuovo decennio. Con il fortunato – all’unanimità di pubblico e critica – Una gita scolastica (1983), i fratelli Avati decidono di intraprendere il cammino produttivo da soli, staccandosi dal socio Minervini – che proseguirà l’attività della A.M.A. Film in proprio – e fondando una propria società di produzione che diverrà un inconfondibile marchio di fabbrica nonché unico esempio italiano di factory, la Duea Film (due Avati, Pupi e Antonio). La prima pellicola della neonata società è lo straordinario Noi tre (1984), poetico racconto del giovane Mozart di passaggio a Bologna, il quale vince il premio per i valori tecnici al Festival di Venezia dello stesso anno.

La vena creativa degli Avati non si ferma e continua con film di successo come Impiegati (1985) e Festa di laurea (1985), pellicole che alternano spietati ritratti della gioventù moderna e struggenti ricordi della provincia italiana degli anni Cinquanta. Il 1986 è l’anno del fortunato Regalo di Natale, pellicola a basso costo che permetterà al fedelissimo Carlo Delle Piane di ottenere la Coppa Volpi a Venezia e al film stesso di diventare una delle pietre miliari dei fratelli Avati nonché della giovanissima Duea Film. L’estro e la versatilità di Pupi e Antonio Avati si ripresentano puntualmente ogni anno in opere sempre diverse tra loro e sempre più mature a livello stilistico e di linguaggio: dietro le quinte del mondo del calcio con uno straordinario Ugo Tognazzi in Ultimo minuto (1987), un pranzo di fidanzamento negli anni Trenta in Storia di ragazzi e di ragazze (1989) e la biografia di una delle stelle più grandi del jazz in Bix (1990). Con quest’ultima opera inizia il periodo americano dei fratelli Avati, che li porteranno alla volta dell’Iowa, dove realizzeranno opere come Fratelli e sorelle (1992), L’amico d’infanzia (1994) e Il nascondiglio (2007), oltre all’esordio di Maurizio Zaccaro con Dove comincia la notte (1991) e al secondo film di Fabrizio Laurenti La stanza accanto (1994). Sempre per la regia di Laurenti realizzeranno per la Rai anche la miniserie cult Voci notturne (1995), girata tra Roma e Davenport (Iowa). Alternandosi all’esperienza americana, Pupi e Antonio Avati non dimenticano la terra natia realizzando nel contempo film di generi molto diversi tra loro, come lo straordinario Magnificat (1994), il malinconico Dichiarazioni d’amore (1995), il gotico L’arcano incantatore (1996) e la spietata cronaca del dietro le quinte del mondo festivaliero cinematografico con Festival (1996).

Contatti

duea film

La società di produzione unica nel suo genere, dal 1893 si distingue nel panorama cinematografico italiano come incomparabile esempio di factory. Figlia di Antonio e Pupi Avati, le duea.